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mercoledì, 10 ottobre 2007
traps for the time
video & archeos, 2008



fotogrammi tratti da "soulcleaner"


traps for the time
dvd video
durata: 35 minuti
versione: mai definitiva
standard: PAL (condizione necessaria all'esperibilità concettuale del lavoro)

contatti:
videoarcheos@libero.it


postato da: cronotopos alle ore 11:52 | Link | commenti
categoria:traps for the time
venerdì, 01 febbraio 2008
Traps for the time / dvd video / durata: 35' / versione: mai definitiva / standard: PAL
contatti: videoarcheos@libero.it


postato da: cronotopos alle ore 23:49 | Link | commenti
categoria:traps for the time
sabato, 29 marzo 2008
[continua da Guntram]

Ma con Video & Archeos, abbiamo scoperto il documentario da nemmeno due anni. Personalmente, la ritengo una forma espressiva impura che, data la natura al contempo testuale, visiva e sonora, difficilmente può permettere l'avvio di una coerente autoanalisi. Mi piace invece considerarlo un luogo in cui la necessità di esprimere opinioni letterarie e letterali incontra una sorta d'illustrazione cinematografica, e nel migliore dei casi un commento visivo.
C'è da dire, a conferma, che i nostri documentari hanno davvero poco "d'autore". Sono piuttosto dei video in cui si esprimono interventi oratoro-visivi a proposito di un argomento. L'apparenza della visione è addirittura televisiva, proprio per la sua consequenzialità. Non ci sono sensazioni forti o grandi fascinazioni poetiche, anche se qualcuno avrà notato un'analitica emozionale.
A pensarci, i nostri sono più crito-film che documentari. In tal senso, credo possano avere un maggior rilievo intellettuale.

Un tempo, esisteva appunto qualcosa come i crito-film. I crito-film erano dei documentari critici dedicati prevalentemente ad artisti storici. In Italia, una legge obbligava le sale cinematografiche a trasmettere documentari culturali prima del Film commerciale.
Un crito-film tipico nasceva dalla collaborazione tra un regista ed uno storico. Il grande critico d'arte  Roberto Longhi, ad esempio, si è occupato di documentari di questo genere. Nei casi più fortunati, il critico stesso era l'autore, nel senso che guidava la regia e il montaggio, utilizzando i mezzi cinematografici per realizzare un'indagine visiva. Ad esempio: i moduli utilizzati abitualmente e quasi inconsciamente da un pittore, venivano posti in risalto con interventi grafici. Oppure, si realizzavano interventi d'animazione tesi ad evidenziare una continuità non evidente, o le peculiarità stilistiche dell'artista.

E' possibile che sia utile recuperare questo concetto di "film critico". Purchè si ribadisca che la critica possa fondarsi oggettivamente sugli strumenti del montaggio cinematografico, e che essi non realizzino semplici illustrazioni fini al testo, ma lo commentino.

In particolare, credo che questa indagine-per-immagini possa essere utile nel caso di una ricerca evocativa ed antroposofica. Non solo, dunque, nell'evidenziazione-interpretazione materiale di elementi concreti.

Prendiamo come riferimento il concetto di alchimia. Non si può rendere comprensibile l'alchimia senza riferire ad un vasto registro d'immagini simboliche. Ma queste immagini non sono quasi mai descrittive, bensì sono i termini stessi di un discorso sincretistico che può condurre il ricercante alla conoscenza. Queste immagini, in quanto simboli, non possono essere definitivamente tradotte e, viceversa, non possono soltanto illustrare. Le loro combinazioni, creano un affascinante costrutto simbolico, offrendo un luogo all'esperienza di profodnità.
In un documentario con tematiche di questo genere, l'atteggiamento crito-filmico può realizzarsi a pieno, nella tessitura di un discorso visivo che possa chiarire intuitivamente, allo spettatore, ciò che il narratore accenna letteralmente.

Ad esempio, nel nostro documentario intitolato L'Alchimia a Firenze, ci sono due o tre momenti in cui risalta questa potenzialità del commento visivo. Certo, per il 90% si tratta di un semplice documentario, in cui si vede ciò di cui si sta parlando. Ma in alcuni momenti, un montaggio alternato o un particolare utilizzo degli effetti, aiutano ad esprimere qualcosa di più. Qualcosa che, anche se illetterale, risulta comunque oggettivo. A volte, questi commenti sembrano manifestarsi come messaggi nascosti. Altre volte. l'apparizione della stessa immagine (penso a quella identificabile con la pietra filosofale) in momenti narrativi diversi, permette di collegare concetti che sarebbe stato difficile riunire in altro modo.
Si ha addirittura l'impressione che, qualcosa di "sconveniente", possa essere suggerito soltanto con tale modalità. E invece, gran parte di queste analogie emergono causalmente, confrontando le immagini utilizzabili in un contesto non descrittivo (quando la voce esprime una idea, e non descrive un luogo o una cosa).

Così, ad esempio, mi sono trovato sulla stessa traccia lo stemma dei Medici e uno schema alchemico-kaballistico, scoprendo che coincidevano perfettamente. Non avrei potuto affrontare un discorso specifico in proposito, fosse solo per la complessità dell'argomento... Ma ho potuto suggerire questa coincidenza con un gioco di montaggio.
In altre occasioni, l'uso di un effetto aiuta a concettualizzare su una data immagine o frase, purchè si abitui lo spettatore ad un certo tipo di utilizzo del medesimo. Nel mio ultimo documentario, l'utilizzo ripetitivo di una certa immagine quasi astratta prende importanza sul finale, mostrando la possibilità di "caricare" le immagini. Sembra che sia possibile "arricchirle" nel'arco della durata della visione, e "consumarle" nel momento giusto (di solito il finale) in tutta la loro "disvelazione".
Tutto questo corrisponde ad operazioni tecniche molto semplici, che mostrano la loro profondità soltanto a chi è sintonizzato su una certa prospettiva.

Ed ecco emergere la possibilità di un documentario simbolico, o "antroposofico".
Una possibilità ancora un po' vaga, che abbiamo percorso solo a tratti e in modo preliminare. Ma, nei limiti della nostra produzione commerciale, mi piacerebbe approfondirla.


postato da: cronotopos alle ore 14:01 | Link | commenti (1)
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